Un Cigno Nero
Sapete cos’è un CIGNO NERO?
A parte l’animale in sè, è un simbolo.
Prima della scoperta dell’Australia si credeva che tutti i cigni fossero bianchi e quindi si era creato l’assunto ‘TUTTI I CIGNI SONO BIANCHI’.
Quando scoprirono l’Australia si scoprì anche una varietà di cigno nera che rompeva quest’assunto.
Da allora il termine ‘cigno nero’ è stato usato per indicare tutti quegli eventi, non previsti, che in qualche modo vanno ad alterare la visione comune delle cose.
E’sempre dall’esplorazione e dalla sete di scoperte che prendo spunto per spiegare il concetto che mi è venuto in mente e, più precisamente, dalle esplorazioni che fece Charles Darwin durante i suoi viaggi alle Galapagos.
Al momento del suo arrivo in queste terre accadde un evento molto significativo: le popolazioni indigene facevano fatica a visualizzare le navi con cui gli esploratori erano giunti fin lì… insomma non le riuscivano a vedere.
Fu soltanto dopo che il saggio della tribù ebbe descritto loro come queste fossero fatte che riuscirono a vederle: come se la conoscenza preventiva di cosa si dovevano aspettare gli avesse permesso di connettere lo sguardo in modo da visualizzarle.
Quest’effetto molto particolare, come uno scherzo della vista, prese il nome di EFFETTO BEAGLE, dal nome della nave con cui l’amico Charly arrivò in quei luoghi.
E ora veniamo al concetto che volevo esporre.
Molto spesso ci troviamo di fronte a particolari situazioni, persone, comportamenti ed altro, che in qualche modo sono poco conformi al nostro modo di pensare, o meglio, sono poco in assonanza con ciò che siamo abituati ad avere intorno… quindi tendiamo in qualche modo ad incasellarli negli schemi preconcetti che ci siamo creati, smussando le diversità avvertite finchè ci risultano praticamente invisibili.
Ciò che accade di solito è un appiattimento delle vedute e un costante rifarsi a degli stereotipi del tipo ‘è proprio una donna/ un uomo’ ‘ non poteva essere diversamente visto che è di Roma’ ‘tutti i bambini sono dei rompiscatole’ e così via… generalizzazioni insomma.
Quello che succede però a furia di generalizzare è che se compare un ‘cigno nero’, quindi un’esperienza nuova, una persona nuova, un comportamento nuovo… non siamo pronti ad accoglierlo come tale e lo giudichiamo in funzione delle nostre esperienze pregresse… non capendolo a pieno.
E qui sorge un’esortazione, rivolta a voi come a me: visto che non siamo aborigeni e che (anche se non è mia convinzione, è convinzione comune) siamo più aperti perchè più soggetti a moltitudini di sollecitazioni: cerchiamo sempre e comunque di vivere la vita osservando le cose per come sono, non dando per scontato che già sappiamo come andrà a finire la faccenda o come si comporterà una data persona… perchè facendo così indurremo gli eventi in modo che accadano come abbiamo previsto noi o
che una persona si comporti come sapevamo già si sarebbe comportata, ma non perchè realmente sarebbero accaduti così o la persona si sarebbe comportata in tale modo, ma perchè abbiamo impedito loro di accadere o di comportarsi in modo diverso.
Lasciamo il beneficio del dubbio che chi ci si para di fronte possa essere migliore (o peggiore) di quanto ci sia MAI capitato… la nostra esperienza, per quanto vasta possa essere, non è infinita e assolutizzare una nostra visione in base alle nostre esperienze è, se non incompleto, quanto meno arrogante.
Lasciamo che le persone siano individui e non massa, non trasformiamo gli eventi in numeri da aggiungere alle nostre statistiche, ma viviamoli per come sono UNICI… non perchè li si voglia forzare ad esserlo, ma perchè lo sono. Cerchiamo di cogliere le diversità nell’uniformità e non il contrario: ciò che ci è noto ed acquisito non ci deve essere di ostacolo per la comprensione di ciò che ci è ignoto, ma deve essere un trampolino che ci dia la sicurezza per esplorarlo.
N.t. Un Cigno nero è un evento altamente improbabile con tre caratteristiche fondamentali. Primo: è isolato e imprevedibile. Secondo: ha un impatto enorme. Terzo: la nostra natura ci spinge ad architettare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo meno casuale di quanto non sia in realtà.






