Il bilancio idrico

domenica, 11 gennaio 2009, 6:26 | Category : Acqua, SALUTE
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Avevo detto che circa 70% del peso corporeo di un essere umano è costituito di acqua. Dato che una così enorme quantità di acqua rappresenta il patrimonio dell’organismo e che subisce, istante per istante, incessanti variazioni in quantità e qualità relativamente alla concentrazione delle sue componenti: deve tuttavia rimanere costante, nonostante le continue variazioni in aumento o in diminuzione.

L’organismo si è strutturato con complessi meccanismi che gli permettono di mantenere costante nel tempo tale patrimonio idrico: in modo da compensare la quantità di acqua persa giornalmente con la quantità di acqua riversata nel pull.

Un adulto, per il mantenimento di uno stato ottimale di salute, deve assumere mediamente circa 35 g di acqua per ogni chilo di peso corporeo c’è circa 2,5 l d’acqua al giorno. Assunzione di acqua non avviene solo sotto forma di bevanda, ma si tratta di un’assunzione mista. In parte l’acqua è contenuta in molti alimenti, soprattutto frutta e verdura, ma anche carne e latticini, e in parte si forma per degradazione degli alimenti durante processi di digestione e di assimilazione.

L’apporto di acqua fornito dagli alimenti varia moltissimo con la qualità oltre che con la quantità, dell’alimento stesso: comunque sia le verdure contengono elevate percentuali di acqua, mentre grassi e dolciumi in genere e cioccolato hanno invece una percentuale di acqua pressoché nulla.

Va inoltre ricordato che gli alimenti proteici o ricchi di sodio necessitano di molta acqua per essere metabolizzati. Le perdite di acqua al giorno sono mediamente ripartite fra: urine, feci, evaporazione e sudore e tramite naso bocca e polmoni durante l’ispirazione. Un’altra perdita di acqua inavvertita è quella che avviene tramite i pori della pelle: si tratta della perspiratio insensibilis (respirazione incosciente). Tale traspirazione appare evidente soltanto se viene coperta una zona cutanea con della plastica, in quanto questa non permette l’evaporazione dell’acqua del acute.

In caso di buona idratazione le urine devo essere abbondanti e chiare. In caso di disidratazione può ridursi ma non del tutto…comunque andanto ad affaticare il fegato. Quindi, in un individuo adulto le perdite di acqua si aggirano intorno al 3-4 5 del peso corporeo, cioè circa 2-2,5 l.

È però importante sottolineare che queste perdite sono tanto rilevanti quanto più l’individuo è giovane, quanto più l’attività fisica elevata, quanto più l’ambiente è caldo o umido. Soprattutto nei primi mesi di vita le eprdite idriche si aggirano intorno al 15% del peso corporeo e questo comporta che i bambini rappresentino un gruppo di popolazione particolarmente esposto al rischio della disidratazione.

Per sottolineare l’importanza della corretta introduzione di liquidi, è utile ricordare che l’organismo deve necessariamente eliminare i sali minerali assunti con l’alimentazione, sia le scorie azotate prodotte con la digestione delle proteine.

Anche l’assoluto digiuno di pochi giorni viene comunque emessa una piccola quantità di urine, estremamente dense, scure e con elevata concentrazione di sali minerali.



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