Angelica (Angelica archangelica)- Angelica selvatica (Angelica sylvestris)
Principi attivi: resine, tannini e olio essenziale.
Una delle prerogative principali dell’Angelica è l’aroma, che ne fa una delle piante di maggior uso nella liquoristica tradizionale; in effetti l’Angelica è un esempio di felice connubio tra le caratteristiche aromatiche e digestive.
Angelica deve essere impegnata sempre a dosi basse: infatti a piccole dosi la droga agisce come stimolante, a dosi alte l’azione si inverte e ha un effetto fortemente depressivo.
Questo comportamento può essere citato ad esempio di come dalle piante si possono ottenere effetti benefici rispettando il criterio di cominciare sempre con dosi molto basse, e non superare mai quelle indicate e di sospendere l’utilizzazione al primo accenno di inconvenienti.
L’Angelica stimola il senso dell’appetito, facilita la digestione, attenua i dolori di stomaco, favorisce l’eliminazione dei gas intestinali è altresì utile per favorire la comparsa delle mestruazioni.
La differenza tra l’Angelica selvatica e l’officinale è relativamente piccola e il riconoscimento deve essere fatto con cura anche se non è così importante distinguere assolutamente le piante che hanno in fondo azione simile.
È invece molto importante distinguere assolutamente le due Angeliche dalla Cicuta, che è velenosissima.
Dell’Angelica selvatica si usano in particolare le radici e i frutti; a titolo di curiosità si può indicare che gli steli giovani dell’Angelica sono ottimi canditi.
All’Angelica selvatica si attribuisce anche un’attività espettorante.







