Atti osceni o… omofobia?
scritto da: Gianluca Mancuso
DNEWS 24 settembre 2008
Un bacio o un rapporto orale, sta qui la differenza tra la citazione in giudizio o l’archiviazione. Stando agli atti, Michele e Roberto, coppia omosessuale di 36 e 28 anni, si sarebbero scambiati più di un bacio quella notte tra il 26 e il 27 luglio del 2007 sotto il Colosseo. Stando invece alla difesa i due e si sarebbero dati un semplice bacio. E a provarlo ci sarebbero le immagini registrate nella ricostruzione fotografica effettuata quella notte dalle telecamere a circuito chiuso collocate in prossimità della scalinata d’accesso al monumento simbolo del Capitale. Fatto sta che i due indagati sono diventati ufficialmente imputati perché citati a giudizio dalla procura per ‘atti osceni in luogo pubblico’, l’accusa originariamente contestata dei due della gazzella dei carabinieri che li avrebbe sorpresi mentre consumavano un rapporto orale. I 2 ragazzi hanno sempre sostenuto che si stavano solo baciando, dopo una serata con gli amici. Quindi verso le 3 di notte, raccontarono i due ragazzi, scesero le scale che portano al Colosseo per andare a riprendere il motorino, ci fu uno scambio di effusioni e l’arrivo dei militari che, dopo averli identificati, li portarono alla stazione dei carabinieri del Celio. La storia scatenò un vespaio di polemiche. I carabinieri litigarono affermando che quello che avevano visto non era assolutamente un semplice bacio, ma un rapporto orale in luogo aperto al pubblico. I militari sarebbero intervenuti anche se fosse stato una coppia eterosessuale!
Il difensore era convinto che l’indagine si riuscisse a concludere con la richiesta di archiviazione alla luce delle prove offerte dagli inquirenti, tra le quali l’annoverata l’istanza di acquisizione dell’immagine della videoregistrazione e ricostruzione fotografica effettuata la notte del 26 luglio 2007 a mezzo delle telecamere in prossimità della scalinata d’accesso al monumento dove si sono svolti i fatti oggetto di contestazione, da cui sarebbe emersa l’insussistenza dell’ipotesi accusatoria.
Tale istanza non è stata valutata positivamente dall’accusa, secondo la quale l’acquisizione della videoregistrazione è attività complessa dall’esito incerto e non proporzionata all’oggetto del procedimento.
Bene io ci ho pensato molto su… e la giustificazione data dall’accusa non regge molto, considerando che magari per loro non è ‘proporzionata all’aggetto del procedimento’ ma se può essere l’unica prova a favore non dovrebbe MAI essere negata…
E allora, che fanno… quando si baciano si devono filmare con il telefonino per essere sicuri che, se viene scambiato per un atto improprio, abbiano qualcosa con cui difendersi?
Ma.








