COSMOLOGIA: Pensieri nel vuoto
- IL VUOTO: non esiste, ma spesso le teorie sembrano coglierne in pieno il significato…sono vuote…sono teorie che si avvicinano alle fantasie
Niente può essere creato dal nulla
(Lucrezio)
Uno dei baluardi per la comprensione scientifica è il vuoto. “È tutto intorno a voi, eppure non potete sentirlo. È la fonte di tutto, ma non è niente.” così scrive Matthews in un articolo del 25 febbraio 1995 edito su New Scientist.
Sembra essere qualcosa di magico in cui emergono campi di forza, particelle e vibrazioni energetiche.
Sembra che la costante apparizione di particelle subatomiche che scompaiono in 10-23 secondi siano dovute alle teorie di Heisenberg e Einstein (povero Einstein!).
Tali affermazioni sono vere in quanto tutto l’universo è pervaso da materia ed energia, di particelle, radiazioni e campi di forza, perchè tali particelle cambiano continuamente, ma il fatto che qualcosa si possa generare dal nulla è assolutamente errato.
Lo stesso Matthews, in uno stesso scritto prima parlò di come la luce potesse viaggiare nel vuoto e cercò di reintrodurre il concetto medievale di etere, mostrando quale confusione ci sia nel mondo fisico circa l’argomento del vuoto, celando dietro a termini arcani un’insicurezza di fondo.
In tutto l’articolo a parte parole sconnesse e vuote, l’unica argomentazione scientifica risiedeva in un vago accenno alle teorie della relatività, generale e ristretta, ormai usate per validare qualsiasi ipotesi arbitraria.
La relatività ristretta richiede che le proprietà del vuoto appaiano le stesse per tutti gli osservatori, qualunque sia la loro velocità. Significa che la densità di energia rimane costante nel tempo in qualsiasi regione venga considerata indipendentemente da quanto si espande. Considerando che un qualsiasi gas all’aumentare del volume diminuisce in densità, è come se ci fosse una riserva d’energia costante (concetto simile alla cornucopia).
L’idea di spazio vuoto senza materia è assurda quanto l’idea di materia senza spazio. Ma in realtà nemmeno lo spazio è vuoto. Fu proprio Hannes Alfvén, basandosi su solide osservazioni, che spiegò, con la teoria dell’Universo al plasma, lo spazio come brulicante di intrecci di correnti elettriche e di campi magnetici riempiti di filamenti di plasma.
L’energia nello spazio quindi c’è, ma è la natura della stessa che non è uguale a quella enunciata da Matthews, in quanto sembra che questa energia viene dal niente, per cortese intercessione della relatività generale, in quanto secondo tale teoria anche una pressione, positiva o negativa che sia, può generare gravità.
Con voli pindarici che vanno dall’inflazione cosmica alla fluttuazione di energia si arriva di nuovo al Big Bang, e così ci si accorge di nuovo, che non sono affermazioni dettate dall’amor di conoscenza quanto più speculazioni dettate dalla necessità di una validazione di una teoria che è già risultata poco coerente nelle sue prime formulazioni
Ricorda un processo simile a quello fatto dai sostenitori della teoria aristotelico- tolemaica delle sfere celesti, continuamente rivista e resa più complicata per adattarla ai fatti.
“Dal nulla, attraverso il nulla, fino al nulla” Hegel.
È un epitaffio adatto per la teoria dell’inflazione. L’unico modo per ottenere qualcosa dal nulla è un atto creazionistico.








